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I pazienti sono loro, eppure spesso si ritrovano prigionieri in una bolla di vetro: dentro un silenzio surreale; fuori sussurri, mezze parole, lacrime asciugate di nascosto. Ma i bimbi che si ammalanohanno occhi aperti e orecchie tese. “Smascherano subito le bugie a fin di bene….

Adnkronos_06_10_2015.pdf

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